VANAPRASTHA

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Vanaprastha è stata fondata come organizzazione non governativa nel 1999. Da allora si è dedicata ai poveri con l’impegno di dare il proprio contributo alla creazione di un futuro migliore soprattutto ai bambini, i giovani, le donne e le persone anziane dei villaggi indiani. La nostra Missione concretizza i nostri Principi.

Siamo presenti nell’India meridionale, in una regione che è descritta nella sezione Territorio dove sono stati costruiti la Casa dei Bambini, la Scuola, l’Ostello e l’Ospedale.

Sia il Nome "Vanaprastha" che il Logo hanno per noi un significato profondo e sono illustrati nella sezione corrispondente. A Vanaprastha seguiamo la tradizione spirituale Shantimarga e ci salutiamo dicendo “Shanti Om”.

Missione

La Missione di Vanaprastha è aiutare le persone in condizioni disagiate e capire come farlo in modo efficace, tenendo conto delle differenti necessità che presentano situazioni diverse.

Significa pianificare progetti diversificati per l’India rurale per:

  • • assicurare il benessere fisico e sviluppare la formazione mentale e culturale dei bambini e dei giovani
  • • rinnovare il sistema educativo nei villaggi Indiani
  • • sostenere tutti gli individui svantaggiati della società, soprattutto bambini, donne e anziani
  • • introdurre una nuova cultura di coesistenza e migliorare le realzioni nei villaggi a prescindere dalle credenze religiose.

Principi

Vanaprastha opera opera secondo questi principi:

  1.  Seguire un approccio olistico alla vita e all’educazione della persona, facendo attenzione non solo ai differenti aspetti che contribuiscono al suo sviluppo, ma soprattuto alla sua maturazione come essere umano.
  2.  Favorire lo sviluppo dell’economia locale. I nostri progetti sono stati realizzati dando lavoro esclusivamente a persone del posto.
  3.  Educare le persone all’autonomia. Favorire atteggiamenti mentali aperti e strutture che consentano alle persone di continuare da sole quello che hanno iniziato con noi. Per esempio, non solo curando le malattie, ma anche insegnando a prevenirle.
  4.  Essere una comunità secolare (cioè che opera nel mondo) senza seguire una particolare religione. Le preghiere  sono universali per una vita spirituale semplice, lasciando che ognuno segua il suo proprio credo. 
  5.  Esercitare la parsimonia e rispetto per le risorse naturali e per l’ambiente. Ai nostri bambini non manca mai il necessario. Si educano a avere parsimonia e rispetto per i loro beni come cibo, vestiario materiale di scuola e per i beni comuni come la casa la scuola, gli autobus; a ridurre gli sprechi, a consumare meno acqua ed elettricità possibile; a curare l’ambiente e diffondere questo comportamento tra le persone che ci circondano

Territorio

Vanaprastha si trova nella campagna a sud est di Bangalore (vedi la mappa).

È un territorio di confine tra il Karnataka, il tamil Nadu e l’Andra Pradesh. Gli abitanti parlano prevalentemente Kannada, Tamil e Telugu. L’Inglese non è ancora diffuso, ma non è raro trovare persone con cui capirsi, specialmente tra i commercianti. A Vanaprastha, oltre alle lingue locali, si insegna anche l’inglese e lo si usa normalmente per comunicare 

Questa area è molto povera. La maggior parte dei villaggi sono ancora organizzati con il vecchio sistema delle caste e molta della nostra gente appartiene alle classi più povere.

Il territorio è arido. Il suolo è argilloso e di un profondo colore rosso. La nostra gente, che vive di agricoltura, coltiva vegetali e frutta e alleva animali. Le piogge sono stagionali. Durante la stagione secca il suolo è molto duro e i contadini hanno molte difficoltà a coltivarlo. L’acqua, nella stagione secca, proviene da pozzi trivellati alla profondità di 250 metri. Sono molto costosi e pochi possono permetterselo. 

Nome

Il nome Vanaprastha è una parola derivante dal sanscrito (Vano + Prasthati). Significa “andare nella foresta” o anche “essere nella foresta”.

Secondo la tradizione spirituale indiana, Vanaprastha è il terzo stadio della vita di una persona.

Il primo stadio è il Brahmacharya, la vita di uno studente. A questo stadio un bambino viene portato nella casa del maestro (Guru) e viene iniziato a un vigoroso e disciplinato corso di studi e di pratica dello yoga e della meditazione.

Il secondo stadio è il Grahaprastha, la vita familiare e sociale. Quando il maestro ritiene che l’allievo sia in grado di affrontare il mondo e iniziare una vita familiare, il bambino torna a casa, per vivere nella società.

Il terzo stadio, Vanaprastha, è vivere nella foresta. Funge da collegamento tra i primi due e lo stadio finale. È essenzialmente uno stadio probatorio per la resa totale alla Natura. Quando una persona ha adempiuto i doveri familiari e sociali può andare nella foresta per meditare sull'auto-realizzazione e cominciare a rispondere alla domanda fondamentale: "chi sono?". Il concetto di “essere nella foresta” è molto simbolico ed estremamente significativo. Non vuol dire che una persona debba realmente andare nella foresta e viverci. La foresta può essere vista come il proprio io interiore; quindi Vanaprastha è un ritorno all’Io, un viaggio interiore, un pellegrinaggio verso se stessi, alla ricerca del vero Io, il grande Purush. È uno stadio di riconciliazione, di un lento cambiamento verso un profilo spirituale personale. È questo il periodo in cui si può scoprire pacificamente la missione della propria vita. Questo è lo stadio in cui si impara ad accettare le contraddizioni dell’essere. Questo è lo stadio che porta alla vera gioia interiore. 

Il quarto stadio è il Sanyasa, totale consegna e distacco, in cui la persona che ha adempiuto ai propri doveri verso la società, si ritira per trovare il significato della propria esistenza (come una tartaruga che si ritira nella propria corazza). La persona ha bisogno di tempo e spazio per ritrovare la propria integrità e la pace interiore.

Una divisione classica come quella sopra descritta è intesa soltanto per le ragioni pratiche per far comprendere alla gente il valore, il significato e lo scopo della vita. Tutti questi quattro stadi sono in realtà mescolati. Lo stadio dell’essere studente non finisce mai. Si può imparare anche sul letto di morte. Quando si è impegnati a condurre una vita familiare, si può anche vivere una vita ritirata. Ogni momento è buono per ritornare all'Io. Anche il sorriso e la vita di un bambino possono illuminarci e mostrarci la via verso il proprio vero Io.

Abbiamo scelto la parola Vanaprastha perché ha questo significato profondo. È una esperienza comune a tutti. Anche se ognuno attraversa questo stadio continuamente, è una delle più grandi sfide. Implica una responsabilità personale, verso se stessi e verso la società.

Logo

Anche il logo di Vanaprastha ha un significato profondo.

È composto da una V (di Vanaprastha) verde che contiene un chakra con un Om ben elaborato e personalizzato al centro.
Il chakra è raffigurato come il famoso ashokachakra, la ruota di dharma (che significa rettitudine), la ruota della vita. Il centro e la circonferenza del chakra rappresentano la legge dell’unità nella diversità. I diversi raggi del chakra rappresentano le virtù come pace, amore, verità, compassione, moralità, dedizione e dharma. È interessante notare che quando il chakra ruota, i suoi raggi non si vedono più. Quando ruota, il chakra assomiglia al cosmo.
Al centro del chakra si nota l’Om; l’Om è l’Adisabda, un simbolo della tradizione spirituale Indiana. Rappresenta la realtà della trinità di Dio. Significa le triplici funzioni cosmiche di creazione-mantenimento e consunzione (srishti-srithi-laya), ed è il simbolo dell’“universalità e unità della divinità". L'Om nel nostro logo rappresenta la sorgente e la forza delle nostre attività, la Natura. Om è il suono dell’universo.

“Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta”.
(La Bibbia, Giovanni 1: 1-5)

L’Om stesso è composto da diversi simboli.
La Croce Rossa, un simbolo cristiano, indica l’amore incondizionato. La croce è una realtà aperta. È il simbolo dell’apertura universale, poiché si apre a tutte le direzioni.
La Mezzaluna e la Stella sono un simbolo molto popolare usato molto spesso come simbolo del tempo e della data del ramsan/ramadan. Esso è un promemoria per i tempi prescritti per la preghiera e il digiuno, i grandi atti di pietà dell’Islam.
La Colomba rappresenta la pace universale tra le religioni, le etnie, l’uomo e la natura.
Il Motto: TO HEAL TO HUMANIZE. Guarire e rendere umano. Guarire il corpo fisico e lenire la sofferenza e il dolore interiore. Sanare le situazioni di degrado e restituire quella dignità che merita ogni essere umano.

Nel nostro logo usiamo intenzionalmente diversi simboli religiosi e universali per enfatizzare il fatto che viviamo una vita secolare. Rispettiamo tutte le culture e religioni, a Vanaprastha ognuno è libero di seguire il proprio sentiero spirituale.

Shantimarga

L’India è un Paese spirituale e ogni famiglia segue la propria vita spirituale, proposta dalla religione alla quale appartiene. Per gli Indiani la vita spirituale è essenziale ed è espressa in tutti i percorsi e in ogni momento della vita.

Sia nella Casa dei Bambini che nella Scuola, viviamo insieme a bambini di diverse religioni. Pertanto insegniamo le sacre scritture di tutte le religioni, senza prediligere una particolare religione. Senza urtare nessuna appartenenza religiosa, offriamo alla gente che ci circonda semplici preghiere universali e una tradizione spirituale, che chiamiamo Shantimarga. Crediamo che la preghiera, la pratica dello yoga e la meditazione siano strumenti importanti per superare gli ostacoli della vita. La conoscenza delle diverse sacre scritture e una pratica spirituale universale, inoltre, possono aiutare i bambini a sviluppare il proprio profilo spirituale.

Shantimarga consiste nel seguire una vita pacifica in cui si è invitati ad amare tutti e operare perché tutti vivano in pace. Shantimarga non appartiene a nessuna religione. La gente di ogni credo è invitata a vivere una vita pacifica. L'uomo è spirituale per natura, perché è nato come essere spirituale. Perciò ogni individuo ha potenzialità spirituali e può sviluppare un profilo spirituale per vivere una vita semplice ma ben radicata. Molti hanno dimenticato che sono esseri spirituali e non sanno come sviluppare il loro centro personale.

A Vanaprastha camminiamo con ogni persona per aiutarla a vivere la propria spiritualità. Quando qualcuno è in grado di trovare se stesso, quando qualcuno accetta se stesso, allora c’è armonia. Tutti sono nati dall’amore, tutti sono nati per amare, solo per amare. Tutto passa, solo l’amore rimane. Amore è Natura. E noi rappresentiamo la Natura.

Shanti Om

Shanti Om è il nostro saluto. Noi ci salutiamo così ovunque e ogni volta dicendo "Shanti Om". Shanti significa Pace e Amore ed è rappresentato nel nostro simbolo da una colomba. Om è il suono universale (secondo la teoria sabda), la Parola fatta carne (Logos). A Vanaprastha l’espressione “Om Shanti Om” viene usata come preghiera universale. Insegniamo ai nostri bambini a ripetere questa preghiera mentre inspirano ed espirano.